Fino a 14 ore nei campi: otto indagati, diciassette braccianti parlano
Otto indagati per caporalato nel Casertano: braccianti pagati 80 centesimi a cassetta, fino a 14 ore al giorno. Diciassette hanno collaborato con gli inquirenti.
Tutto quello che devi sapere per presentare la domanda di permesso di soggiorno senza errori e nei tempi giusti.
Arrivare in Italia con il visto non è abbastanza: entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso bisogna avviare la richiesta del permesso di soggiorno, che si ottiene tramite il kit postale e un appuntamento in Questura. Questa guida spiega le tipologie principali, i costi e i passi da seguire, dall'ufficio postale fino al ritiro della card elettronica.
Il nome va sempre dato, i documenti vanno mostrati, ma ci sono limiti precisi: quante ore possono trattenerti, quando possono perquisirti, che cosa devono dirti, nella tua lingua.
Controllo dei documenti, Questura, perquisizione, fermo, arresto, CPR: cosa può fare la polizia, cosa devi fare tu, i diritti nella tua lingua.
Due sentenze smontano la prassi illegittima della Questura di Roma che nega il documento.
Chi ha la protezione sussidiaria ha diritto al titolo di viaggio: due sentenze condannano la Questura di Roma per dinieghi illegittimi.
Il Tribunale di Venezia ordina a Torino di rilasciare il titolo entro 30 giorni.
50€ al giorno di multa alla Questura di Torino per ogni giorno di ritardo nel rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale.
Dalla dichiarazione al silenzio-assenso: tutto quello che devi sapere sull'iscrizione anagrafica in Italia
Il proprietario non vuole firmare, l'appartamento è pieno di gente, il Comune ti dice che l'alloggio non va bene: cosa dice davvero la legge sulla residenza
Guida completa al permesso più solido che uno straniero extra-UE può ottenere in Italia: requisiti, procedura e tutele.
Dopo cinque anni di soggiorno regolare in Italia, uno straniero extra-UE può richiedere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo: un documento permanente che garantisce diritti quasi equivalenti a quelli dei cittadini italiani. I requisiti sono quattro — residenza continuativa, reddito minimo, test di italiano A2 e alloggio idoneo — e devono essere soddisfatti tutti insieme. Molte domande vengono rifiutate per motivi illegittimi: conoscere le regole è il primo strumento di tutela.
Dall'avviso al datore al ricorso INAIL: ogni passo, anche per chi lavora in nero.
Avvisa subito il datore e dichiara «infortunio sul lavoro» al medico: due mosse che attivano i tuoi diritti INAIL, validi anche senza permesso di soggiorno.
Reddito sotto 11.746 euro: hai diritto al gratuito patrocinio, ma pochi lo sanno.
Se guadagni meno di 11.746 euro l'anno, lo stato italiano ti paga un avvocato. Vale anche per gli stranieri, con o senza permesso di soggiorno.
Un rapporto del 21 maggio 2025 mostra che le vittime non ricevono riabilitazione adeguata
L'Italia non garantisce riabilitazione adeguata alle vittime di tortura. Lo denuncia un rapporto ReSST-Action Aid del maggio 2025.
La domanda reiterata blocca l'espulsione: ecco come funziona davvero.
Sì, puoi fare domanda d'asilo anche durante l'espulsione, ma servono elementi nuovi. Ecco le regole chiave.
Un albanese trattenuto a Brindisi-Restinco: era in regola, ma lo Sportello Unico non aveva risposto.
Il giudice non convalida il trattenimento: l'inerzia dello Sportello Unico non può diventare una colpa del lavoratore.
Il gratuito patrocinio è un diritto costituzionale che permette a chi ha un reddito basso di avere un avvocato pagato dallo stato — ma quasi nessuno sa come chiederlo.
In Italia chiunque — cittadino o straniero — con un reddito familiare annuo inferiore a 11.746,68 euro ha diritto a un avvocato gratuito pagato dallo stato, in qualsiasi tipo di causa. Si chiama gratuito patrocinio ed è garantito dalla Costituzione. Questa guida spiega chi può richiederlo, come fare domanda e cosa fare se l'avvocato assegnato non svolge il suo lavoro.
Il Tribunale di Roma apre uno spiraglio: basta un'altra sede diplomatica per avanzare la domanda.
Ambasciata irraggiungibile? Il Tribunale di Roma autorizza l'appuntamento per il ricongiungimento familiare in qualunque sede diplomatica.
Il Senato ha avviato l'esame del ddl collegato al nuovo Patto europeo. Previste audizioni, ma i tempi restano incerti.
Il Senato italiano ha avviato l'esame del disegno di legge sull'immigrazione e la protezione internazionale, collegato all'attuazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri l'11 febbraio scorso, entra ora nella fase delle audizioni parlamentari. Per le comunità straniere in Italia, tra cui quella araba, il testo riguarda temi cruciali come le procedure di asilo, i ricongiungimenti familiari e i permessi di soggiorno.
Mentre si progettano nuovi centri di detenzione, chi è rinchiuso vive in un limbo senza fine. Cosa devi sapere.
Il governo italiano sta valutando la costruzione di nuovi Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR), strutture dove vengono trattenuti i migranti in attesa di espulsione. Mentre l'esecutivo punta ad ampliare la capacità detentiva, le organizzazioni della società civile segnalano condizioni critiche nei centri esistenti. Per chi vive in Italia con una situazione amministrativa precaria, il rischio di finire in un CPR è concreto e orientarsi senza supporto legale è estremamente difficile.
La Cassazione lo dice chiaramente: finché la domanda di protezione internazionale è pendente, il giudizio sull'espulsione va sospeso. Una sentenza che vale per tutti.
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Giudice di Pace è obbligato a sospendere il giudizio di opposizione a un'espulsione prefettizia quando il ricorrente ha una domanda di asilo pendente. La sentenza nasce dal caso di una cittadina georgiana il cui ricorso era stato rigettato dal Giudice di Pace di Taranto, senza tener conto della protezione internazionale richiesta. La pronuncia chiarisce che la domanda di asilo è uno scudo legale attivo e non può essere ignorata in sede giudiziaria.
Chi ha la protezione internazionale non può essere escluso dalle prestazioni contro la povertà solo perché non vive in Italia da abbastanza tempo
La Corte di Giustizia dell'Unione europea si pronuncia ancora sul Reddito di cittadinanza: il requisito dei dieci anni di residenza in Italia per accedere alle misure di contrasto alla povertà e di inserimento lavorativo è incompatibile con il diritto europeo per i titolari di protezione internazionale. La sentenza riguarda da vicino rifugiati e beneficiari di protezione sussidiaria, spesso provenienti da paesi arabi. Chi si è visto negare queste prestazioni può ora valutare un ricorso rivolgendosi ad ASGI o a un patronato.
Un uomo rischiava l'espulsione e il trattenimento nonostante avesse figli minori in Italia. Il giudice ha riconosciuto che i legami familiari non possono essere ignorati.
Un tribunale italiano ha accolto il ricorso contro un decreto di espulsione emesso senza che la Prefettura valutasse i legami familiari del cittadino straniero coinvolto, in particolare la presenza di figli minori in Italia. Il caso, riportato da Melting Pot, conferma che l'amministrazione non può ignorare la situazione familiare di chi viene espulso. La sentenza costituisce un precedente rilevante per chiunque si trovi in una situazione simile.
L'ANPAL aggiorna le cifre sui minori soli arrivati in Italia: uno strumento utile per chi lavora nell'accoglienza o vuole capire il fenomeno
L'ANPAL ha pubblicato online i dati aggiornati al 31 marzo 2025 sui minori stranieri non accompagnati (MSNA) presenti in Italia. Il report trimestrale indica quanti sono, da dove vengono e come sono distribuiti sul territorio. Tra le nazionalità più rappresentate figurano spesso paesi del mondo arabo come Egitto, Tunisia, Marocco e Siria. I dati sono uno strumento utile per operatori dell'accoglienza, volontari e comunità che supportano questi ragazzi.
La Questura non può rifiutare una domanda di protezione speciale inviata via PEC dal difensore. Lo ha stabilito un giudice fiorentino a favore di un cittadino del Bangladesh.
Il Tribunale di Firenze ha riconosciuto il diritto alla protezione speciale a un cittadino del Bangladesh la cui domanda, inviata via PEC dal difensore alla Questura il 19 aprile 2025, era stata rigettata come inammissibile. Il giudice ha stabilito che il canale della PEC è legittimo per presentare istanza di protezione speciale ai sensi dell'art. 19, comma 1.1 del Testo Unico sull'Immigrazione. La decisione apre una strada importante per chi si trova in Italia senza permesso di soggiorno valido e intende avvalersi di un avvocato per regolarizzare la propria posizione.